la campionessa di scherma e di ciclismo estremo si unisce al team di gaudens cycling

Dorina Vaccaroni si unisce al team di Gaudens Cycling

Dalla scherma al ciclismo estremo, Dorina Vaccaroni ha saputo reinventarsi più volte senza mai smettere di inseguire nuove sfide.

Oggi la leggenda olimpica, campionessa del ciclismo e regina dell’ultracycling entra a far parte della famiglia Gaudens Cycling come ambassador negli Stati Uniti, pronta a portare la sua passione sulle strade del mondo.

Per festeggiare questa nuova collaborazione e dare insieme il benvenuto a Dorina nella squadra di Gaudens Cycling, abbiamo pensato di dedicarle un approfondimento: conosciamo insieme la sua carriera, le sue tante vittorie e la sua passione indissolubile per il ciclismo.

Chi è Dorina Vaccaroni: dalla scherma al ciclismo

Campionessa dal forte temperamento, Dorina Vaccaroni ha iniziato la sua carriera sportiva internazionale nella scherma, specialità fioretto, già nella seconda metà degli anni Settanta.

Allieva di Livio Di Rosa al Circolo Scherma Mestre, si è affermata giovanissima con vittorie prestigiose come il Trofeo Martini di New York e i suoi primi titoli italiani. A soli sedici anni ha partecipato alla sua prima Olimpiade, Mosca 1980, per poi inanellare successi che l’hanno consacrata tra le grandi della scherma mondiale: Coppa del Mondo, campionati europei e mondiali, fino a tre medaglie olimpiche (bronzo a Los Angeles 1984, argento a Seul 1988 e l’oro a squadre a Barcellona 1992).

Elegante e rapidissima in pedana, Vaccaroni ha incarnato una femminilità fuori dagli schemi che l’ha resa una delle prime icone trasversali dello sport italiano. Dopo il ritiro dalla scherma, ha trovato nel ciclismo una nuova dimensione agonistica e personale, trasformandosi in un’atleta d’endurance capace di affrontare le sfide più estreme.

La passione per la bici di Dorina Vaccaroni

Terminata l’esperienza in pedana, Dorina ha riversato la sua inesauribile energia sul ciclismo, disciplina che le ha regalato un secondo capitolo di successi. Dalle granfondo ai giri professionistici come il Giro d’Italia femminile e il Tour de France, fino alle gare master, ha collezionato sia vittorie che piazzamenti di rilievo, prima di innamorarsi definitivamente dell’ultracycling.

Tra allenamenti e competizioni percorre circa 50.000 km all’anno, affrontando sfide durissime come la Race Across America, 5.000 km coast-to-coast che ha già completato tre volte, vincendone due e stabilendo nel 2023 il record di categoria in 12 giorni e 5 ore. Nello stesso anno ha trionfato nella Race Around Austria e ha conquistato la Coppa del Mondo Ultracycling, confermandosi una delle atlete più resistenti al mondo.

Ma per Dorina correre in sella alla propria bici va oltre la semplice pedalata: è libertà, contatto con la natura e scoperta interiore. «Vedo la luna, le stelle, le albe, i tramonti, ascolto il mio respiro. [...] Non è un vizio come fumare o bere: il mio è un vizio sano», racconta sottolineando come il ciclismo estremo le permetta di vivere appieno la sua voglia di indipendenza.

La nuova collaborazione di Dorina con Gaudens Cycling

Accanto alla dimensione agonistica, Dorina Vaccaroni ha sempre portato avanti il desiderio di trasmettere la sua passione per la bicicletta agli altri. È proprio da qui che nasce, come ha annunciato in anteprima in una recente intervista al Corriere della Sera, l’unione con Gaudens Cycling: negli Stati Uniti, dove attualmente vive, Dorina rappresenterà al meglio lo spirito di energia, libertà, resistenza e bellezza del viaggio su due ruote che caratterizza il progetto. Con il suo esempio, continuerà a ispirare sportivi e sportive a superare i propri limiti, dimostrando che lo sport non è solo competizione, ma anche crescita personale.


dettaglio di una sella per bici da corsa, utile per i propri tour in bici

Come scegliere la sella per una bici da corsa

Pedalare per lunghi tragitti può essere impegnativo, e senza il giusto equipaggiamento questa sfida rischia di complicarsi ulteriormente.

Tra gli aspetti da considerare, la sella della bici merita una menzione particolare; si tratta infatti di uno dei punti di contatto più determinanti per il comfort durante il proprio itinerario in bicicletta: un modello non adatto potrebbe ad esempio generare pressioni nei punti sbagliati, con relative sensazioni spiacevoli.

Data l’importanza dell’argomento, abbiamo deciso di dedicargli un approfondimento: dai tipi di sella disponibili ai modi per scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, tutto quello da sapere sulle selle da bici.

I tipi di sella da bici

Il primo elemento da conoscere è la forma della sella della bici e, nello specifico, i suoi profili: questi si distinguono tra profili piatti, arrotondati e intermedi.

I profili piatti si apprezzano nelle fasi intense e quando si cambia spesso posizione; quelli arrotondati distribuiscono meglio il peso, il che li rende una soluzione molto confortevole sulle lunghe distanze; le forme intermedie, dette anche “semiarrotondate” offrono infine la massima versatilità in diversi tipi di situazioni e percorrenze.

La scelta della forma della sella per la propria bici da cicloturismo si lega anche alla posizione assunta durante il percorso bici: un profilo più piatto favorisce assetti aerodinamici, uno più curvo aiuta posture più erette tipiche dell’endurance.

Altro fattore da valutare è la presenza (o meno) del canale centrale (chiamato anche foro, scanalatura o canale di scarico), elemento progettato per ridurre la pressione sul perineo e sul nervo pudendo. In alcuni casi il canale è semplicemente scavato per distribuire i carichi, in altri la foratura elimina la pressione proprio al centro; resta comunque fondamentale verificare la compatibilità con la propria anatomia e il proprio stile di pedalata.

Ulteriore distinzione riguarda la lunghezza delle selle da bici, che si distinguono tra corte e lunghe. Le prime (lunghe meno di 250 mm) aiutano a trovare rapidamente la posizione, offrono più libertà di movimento e riducono gli sfregamenti interni coscia; quelle lunghe (e dunque con lunghezza superiore ai 250 mm), invece, piacciono a chi si muove molto sulla sella, adattandosi alle diverse fasi dello sforzo.

Completano questo ampio quadro di caratteristiche i materiali utilizzati per la costruzione della sella da bici. Lo scafo (cioè la base strutturale rigida) può essere in plastica o carbonio, con ciascun materiale avente differenze a livello di rigidità e peso; l’imbottitura non deve essere necessariamente spessa, perché spesso conta di più la densità e la corretta distribuzione della pressione. Infine i binari che collegano la sella al tubo piantone possono essere in lega, titanio e carbonio, ciascun con specifiche caratteristiche di peso, comfort e presso.

Come scegliere la sella da bici giusta

Come abbiamo potuto vedere, le caratteristiche di una sella da bici da tenere in considerazione sono moltissime, con ciascuna variabile che può avere un impatto anche significativo sulla scelta finale.

Pur conoscendo queste informazioni, prima di procedere alla scelta della sella vanno comunque fatte una serie di considerazioni.

Il primo passo è incrociare disciplina ciclistica e posizione in sella. Su una bici da corsa, chi pedala con assetto decisamente proteso può trovarsi meglio con selle più piatte e spesso di lunghezza ridotta, mentre chi mantiene posture più composte beneficia talvolta di profili più curvi e di superfici di appoggio più generose; la scelta deve riflettere dunque il modo in cui si pedala, il genere di bicicletta utilizzata e il tipo di percorso abituale.

Altro fattore da tenere in considerazione per la scelta della sella da bici, collegato alla sua larghezza, riguarda la misura delle ossa ischiatiche: un appoggio tarato su questo valore limita pressioni e sfregamenti, garantendo la massima stabilità durante la pedalata.

Oltre alla conformazione del bacino, anche la postura influisce: più si sta eretti e più il carico grava sulla sella, rendendo talvolta utile una larghezza leggermente maggiore; molti punti vendita offrono misurazioni rapide su sedute dedicate, utilizzando metodi moderni come le mappature digitali della pressione.

Sempre riguardo al bacino, anche la sua flessibilità gioca un ruolo fondamentale nella scelta. Una rotazione limitata del bacino tende a preferire selle da bici dalle forme tonde, utili per accompagnare il movimento, ridurre la rigidità ed evitare eventuali fastidi lombari. Chi è molto flessibile si trova invece a suo agio su profili piatti; la flessibilità aiuta inoltre a capire se orientarsi verso una sella chiusa oppure con canale, perché incide sulla pressione nell’area perineale.

Infine, altro fattore fondamentale è il BMI (l’Indice Massa Corporea), che incide sul carico esercitato sulla sella: valori più alti possono richiedere larghezze e imbottiture diverse per distribuire meglio la pressione. A parità di peso e altezza, le abitudini di pedalata restano comunque determinanti, motivo per cui il test pratico su più uscite rimane il miglior validatore della scelta della sella da bici.

Vuoi un consiglio per scegliere la sella giusta per il tuo itinerario in bici?

Se stai per affrontare uno degli itinerari di Gaudens Cycling, il nostro team di supporto tecnico è a tua disposizione: compila il form con la tua richiesta, ti risponderemo con tutte le informazioni di cui hai bisogno.


cicloturista che osserva un panorama, pronto per continuare il suo tour in bici in lombardia

Percorsi e itinerari per vivere la Lombardia in bici

Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Marche… negli approfondimenti dedicati ai tour in bici nell’Italia più bella abbiamo fatto da guide cicloturistiche alla scoperta di tantissimi percorsi.

Con questo nuovo approfondimento continuiamo il nostro viaggio; la nostra meta: la Lombardia e i suoi itinerari in bici più interessanti. Dalle semplici passeggiate in bicicletta a gite fuoriporta, fino ai percorsi cicloturistici più intensi, la regione offre tante possibilità diverse: scopriamole tutte.

Perché visitare la Lombardia in bicicletta

Come tutte le altre regioni italiane, anche la Lombardia si caratterizza per un mix estremamente interessante di borghi antichi, paesaggi panoramici, e (grazie in particolare a Milano) città in continua espansione.

In questo contesto il cicloturismo rappresenta un’attività alla portata di tutti, oltre a essere un’interessante alternativa green al turismo convenzionale. In più, le infrastrutture dedicate ai cicloturisti sono in costante crescita: piste ciclabili segnalate, punti di ristoro bike-friendly, servizi di noleggio e assistenza tecnica contribuiscono a rendere piacevole ogni giro in bici nelle province lombarde.

Un altro punto di forza è la varietà di itinerari disponibili: come vedremo nelle prossime righe, i percorsi in bici sono moltissimi e modulabili secondo le esigenze, spesso collegati tra loro da tratti ferroviari che permettono di combinare treno e bicicletta per un’esperienza ancora più accessibile.

Percorsi in bici da non perdere nelle province della Lombardia

1. Percorsi in bici a Brescia

La provincia di Brescia è una delle mete più affascinanti per chi ama esplorare la Lombardia in bici, grazie a una rete di percorsi che spaziano dalle pianure ai laghi, fino alle valli alpine. Tra le tappe imperdibili c’è la ciclabile Brescia-Paratico, che attraversa i vigneti della Franciacorta e conduce al Lago d’Iseo, dove si può proseguire lungo gli anelli naturalistici della Riserva delle Torbiere del Sebino.

Sul Lago di Garda, il tratto sospeso a 50 metri dall’acqua tra Limone e Riva del Garda (noto come Cycle Trail of Dreams) regala uno dei panorami ciclabili più spettacolari d’Europa.

Gli amanti delle lunghe distanze percorse in tranquillità possono scegliere la Ciclovia dell’Oglio o la tratta Brescia-Verona, mentre chi cerca avventure più sportive i tratti gravel verso il Passo Crocedomini o Tremalzo offrono sfide tecniche coronate da viste mozzafiato. Imperdibile è anche la Greenway delle Valli Resilienti, una rete ciclabile che attraversa le valli Trompia e Sabbia, adatta a cicloturisti di ogni livello.

Infine, la nuova Via delle Sorelle collega Brescia a Bergamo con un suggestivo trail gravel di 130 km tra colline e borghi storici.

2. Percorsi in bici a Milano

Milano e la sua provincia rappresentano un altro punto di partenza molto interessante per chi cerca un’avventura cicloturistica particolare.

La ciclabile lungo il Naviglio della Martesana è sicuramente uno dei percorsi più amati: parte dal cuore della città e, costeggiando il famoso corso d’acqua, conduce fino a Trezzo sull’Adda; nei 30 km di percorso sarà possibile fare tappa nei comuni di Cologno Monzese, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina dei Pecchi, Bussero, Gorgonzola, Gessate, Inzago e Cassano d’Adda.

Non meno affascinante è l’itinerario che segue il Naviglio Grande fino a Magenta: un itinerario in bici punteggiato da cascine, mulini e castelli viscontei. Gli amanti del verde troveranno poi nel Parco di Monza e nella ciclabile del Canale Villoresi un’oasi perfetta per pedalare immersi nella natura, mentre le strade che attraversano le risaie a sud di Milano regalano scenari rurali autentici, quasi persi nel tempo.

Per chi cerca percorsi più lunghi, l’anello che collega Milano e Pavia passando per i tre Navigli o il tracciato che unisce l’Idroscalo al Canale della Muzza offrono esperienze più dinamiche.

Infine, partendo da Milano è possibile vivere itinerari dal forte valore culturale; tra questi spicca il Sentiero di Leonardo: un percorso ciclopedonale, parte della Via del Viandante, che costeggia le rive del fiume Adda e collega Lecco a Milano, in gran parte pianeggiante o con un dislivello leggero (su fondo prevalentemente asfaltato o poco disconnesso).

3. Percorsi in bici a Como

Como e la sua provincia sono una meta ideale per gli amanti del cicloturismo, grazie a percorsi che spaziano da brevi passeggiate panoramiche a itinerari più impegnativi.

Per cominciare, la ciclabile che va da Como a Cernobbio (lunga 3,4 chilometri) è perfetta per una pedalata rilassante lungo il lago, mentre il sentiero di Cardina (a pochi passi dal centro) offre un’immersione totale nei boschi vicini città, con tratti sterrati e salite impegnative ideali per MTB e gravel.

Per i ciclisti più allenati, il giro completo del Lago di Como (173 km per circa 6 ore e mezzo di pedalata) regala un’esperienza unica tra i borghi, le ville e i panorami mozzafiato che il territorio ha da offrire, mentre il percorso da Menaggio a Sorico (25 km di itinerario in bici) rappresenta un’alternativa più accessibile ma altrettanto affascinante lungo la sponda nord-occidentale del lago.

Infine, chi desidera un’avventura cicloturistica di più giorni può percorrere la Ciclovia dei Laghi, un itinerario di circa 270 km che collega diversi bacini lombardi (Lago di Como incluso), in un viaggio che unisce paesaggi, natura, storia e cultura.

4. Percorsi in bici a Bergamo

La provincia di Bergamo offre una varietà di percorsi ciclabili che soddisfano ogni tipo di cicloturista, dal principiante al più esperto. Tra le tappe imperdibili spicca la Ciclovia della Valle Seriana, che si estende per circa 30 chilometri da Bergamo a Clusone, con tratti adatti sia a famiglie che a ciclisti allenati.

Di grande fascino anche la Ciclovia della Val Brembana, tracciata lungo l’ex ferrovia che va da Zogno a Piazza Brembana, che regala scorci su luoghi simbolo come San Pellegrino Terme e Cornello del Tasso (quest’ultimo presente nel circuito dei Borghi più belli d’Italia). 

Per chi cerca un'esperienza più culturale, la Ciclovia dei Castelli Bergamaschi è la scelta perfetta: questa, partendo dalla stazione di Treviglio, attraversa la pianura toccando antichi castelli (altrimenti non si spiegherebbe il nome!) e interessanti borghi storici, per poi chiudersi dopo 36 chilometri al Castello di Grumello al Monte.

Gli amanti della natura e della mountain bike, invece, troveranno nell’altopiano di Bossico oltre 50 km di sentieri segnalati, con viste panoramiche e possibilità di sosta in agriturismi locali.

Il tuo tour lombardo in bici con Gaudens Cycling

Per chi desidera vivere un’esperienza organizzata, personalizzata e senza pensieri, Gaudens Cycling è la soluzione perfetta: grazie a esperienza, conoscenze tecniche e passione per il mondo del cicloturismo, ti accompagneremo nella scelta (e nella creazione) dell’itinerario in bici che più si adatta alle tue esigenze.

In più, avrai a disposizione una serie di servizi che ti accompagneranno lungo la tua nuova avventura: oltre alla pianificazione del tour in bicicletta, infatti, offriamo supporto tecnico completo durante il viaggio e gestiamo le prenotazioni nelle strutture alberghiere.Contattaci ora per maggiori informazioni!


ciclista corre in modo sicuro seguendo le regole del ciclismo su strada

Le regole da rispettare per fare ciclismo su strada in modo sicuro

Con la bella stagione cresce la voglia di pedalare all’aria aperta e di organizzare nuovi itinerari in bici attraverso città, campagne e alture. Andare in bicicletta è un’attività salutare, ecologica e sempre più diffusa, sia per gli spostamenti quotidiani sia per il tempo libero. Tuttavia, anche chi pedala è un utente della strada e deve rispettare le disposizioni previste dal Codice per proteggere sé stesso e gli altri: approfondiamo l’argomento nelle prossime righe.

 

Il ciclista e il codice della strada

Chi sceglie la bici come mezzo di trasporto o per il tempo libero non è esente da obblighi. Il ciclista su strada, infatti, è soggetto alle stesse regole di comportamento previste per tutti i veicoli: il Codice della Strada considera infatti la bicicletta un “velocipede” e, come tale, è tenuta a rispettare disposizioni ben precise, a partire dagli obblighi di precedenza, dal rispetto dei semafori e dal divieto di circolazione contromano.

Le norme principali sono contenute nell’articolo 182 CdS, un vero vademecum del ciclista che raccoglie una serie di obblighi e divieti da osservare. Le violazioni più comuni, come pedalare in stato di ebbrezza, attraversare con il rosso o non rispettare la segnaletica, comportano sanzioni amministrative anche pesanti.

Negli ultimi anni, il quadro normativo è stato aggiornato con provvedimenti pensati per tutelare meglio chi si sposta in bici. Uno di questi è ad esempio la “casa avanzata”, ovvero una linea d’arresto riservata alle biciclette davanti ai semafori che permette al ciclista di posizionarsi davanti alle auto quando il semaforo è rosso, così da essere ben visibili e poter ripartire senza rischi una volta scattato il verde; altro esempio è poi la regola che obbliga chi è al volante a sorpassare il ciclista a una distanza di almeno 1,5 metri.

Affinché la convivenza ciclista-automobilista funzioni, c’è bisogno che da entrambe le parti ci sia rispetto delle regole e collaborazione, garantendo così la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

 

Dotazioni obbligatorie della bicicletta

Ogni bicicletta che circola su strada deve essere dotata di alcuni dispositivi previsti dall’art. 68 del Codice della Strada, fondamentali per tutelare l’incolumità del ciclista. Ma cosa non può mancare sulla nostra bici? Sicuramente il campanello per segnalare la nostra presenza, in particolare nei centri abitati o percorsi condivisi con i pedoni, a cui si aggiungono le luci (bianca o gialla all’anteriore, rossa al posteriore) e i catadiottri riflettenti per garantire la visibilità di notte.

Necessaria è anche la presenza di freni funzionanti su entrambe le ruote, per affrontare ogni imprevisto con prontezza. Se trasportiamo un bambino, invece, la legge richiede l’utilizzo di un seggiolino omologato e correttamente fissato al telaio.

Oltre a queste dotazioni obbligatorie, ci sono accorgimenti fortemente consigliati. Primo fra tutti è il casco protettivo: non è obbligatorio per gli adulti, ma indossarlo significa ridurre in modo significativo il rischio di traumi in caso di caduta.

Altro elemento da non trascurare è l’abbigliamento ad alta visibilità, obbligatorio fuori dai centri abitati nelle ore notturne e un valido alleato anche di giorno.

Infine è importante ricordare che la sicurezza, quando si pedala su strade condivise con le auto, inizia proprio dalla cura della bicicletta stessa: una manutenzione regolare del mezzo, oltre a garantire il corretto funzionamento di tutte le componenti del mezzo, riduce il rischio di incidenti dovuti a problemi “tecnici” e legati all’incuria..

 

Pedalare in sicurezza: comportamenti e consigli da seguire

Conoscere le regole non basta: la nostra sicurezza dipende anche dai comportamenti che adottiamo ogni volta che pedaliamo. Che si tratti di un tragitto quotidiano o di un’escursione del fine settimana, è fondamentale restare sempre vigili e rispettare alcuni principi base.

Il primo è la visibilità. È essenziale farsi notare: le luci vanno sempre accese da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, ma anche di giorno può essere utile indossare capi ad alta visibilità. 

Un altro aspetto fondamentale riguarda la posizione da mantenere sulla carreggiata. Il Codice della Strada stabilisce che il ciclista debba procedere il più possibile vicino al margine destro, compatibilmente con le condizioni del fondo stradale; è inoltre fondamentale procedere in fila indiana, mantenendo una traiettoria prevedibile ed evitando zigzag tra le corsie, così da non ostacolare i veicoli e garantire la propria sicurezza.

La comunicazione delle manovre è un altro principio chiave. Ogni spostamento va segnalato con un cenno del braccio, aiutando gli automobilisti a interpretare le nostre intenzioni.

Infine, se si deve attraversare sulle strisce pedonali o in caso di tratti particolarmente affollati, bisogna scendere dalla sella e condurre la bici a mano: una regola semplice ma spesso trascurata, che se alla lettera può evitare situazioni di pericolo e conflitti inutili.

Ciclismo su strada è sinonimo di libertà, ma anche di responsabilità. Rispettare le regole, curare l’equipaggiamento e adottare comportamenti prudenti è il primo passo per pedalare in sicurezza e convivere serenamente con tutti gli utenti della strada.


vista panoramica della valle tarantasia, luogo perfetto per il cicloturismo in francia

Cicloturismo in Francia: un tour in bici nella Valle della Tarantasia e le tappe da non perdere

Incastonata nel cuore delle Alpi francesi, la Valle della Tarantasia (conosciuta anche come Valle dell’Isère) è un vero paradiso per gli appassionati di cicloturismo. Questa particolare area estende lungo il fiume Isère nella regione storica della Savoia e offre un connubio perfetto per chi vuole sperimentare un itinerario in bici meraviglioso tra paesaggi maestosi, cultura alpina e percorsi leggendari.

Scoprila insieme a noi e preparati a pedalare, vivendo un’esperienza indimenticabile in sella alla tua bicicletta!

 

Tarantasia: un luogo meraviglioso

La Valle della Tarantasia (Vallée de la Tarentaise) si trova nelle Alpi settentrionali della Francia, nella regione della Savoia, ed è solcata dal fiume Isère. Questa valle alpina è delimitata a nord dal massiccio del Beaufortain, a sud è chiusa dal maestoso Massiccio della Vanoise, mentre a est confina con la Valle d’Aosta.

Dall’ingresso occidentale presso Albertville, la valle sale toccando Moûtiers (la storica “capitale” locale) e Bourg-Saint-Maurice, ultimo grande centro prima dei passi alpini. Sin dall’antichità la Tarantasia ha avuto un ruolo strategico: il suo nome deriva dal latino Darantasia, antica denominazione di Moûtiers, e già in epoca romana vedeva il passaggio della Via delle Gallie, importante strada consolare voluta da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. Nel medioevo divenne un importante via di collegamento tra l'Italia e il nord Europa, e successivamente subì numerose occupazioni: dal Regno di Savoia alla Francia, fino al Regno di Sardegna, per tornare definitivamente (a inizio ‘800) sotto il dominio francese.

Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, la Tarantasia è di una bellezza straordinaria:

  • le sue pendici sono rivestite da boschi e alpeggi, sovrastati da vette imponenti spesso innevate fino all’estate;
  • il lato meridionale della valle coincide in parte con i confini del Parco Nazionale della Vanoise;
  • dalla valle si possono ammirare cime iconiche del massiccio della Vanoise e dintorni: la Grande Casse (3.855 m), il Mont Pourri (3.779 m), la Grande Motte (3.656 m) e il Dôme de Bellecôte (3.416 m).
  • il fiume Isère scorre nel fondovalle dalla sorgente presso il Col de l’Iseran fino ad Albertville, regalando scorci incantevoli;
  • la valle è costellata da borghi caratteristici, nei quali sembra di fare un salto nel passato.

Dal punto di vista turistico, in inverno la valle è una destinazione sciistica di fama mondiale, mentre in estate diventa la meta perfetta per i cicloturisti; in questa stagione, infatti, la bici regna sovrana grazie in alle piste ciclabili e ai tanti itinerari da percorrere (gli stessi spesso affrontati anche dai professionisti del Tour de France!).

Grazie a tutte queste caratteristiche, la Valle della Tarantasia offre tutto ciò che un cicloturista può desiderare.

 

Itinerario in bici della Valle della Tarantasia: le tappe da non perdere

Fare cicloturismo in Francia significa immergersi in territori ricchi di storia, natura e cultura, e (come abbiamo visto anche nel paragrafo precedente) la Valle della Tarantasia non è sicuramente da meno. Lungo la valle si snodano itinerari in bici che alternano rilassanti tratti di fondovalle a salite epiche, intervallati da tappe imperdibili.

Una di queste è Moûtiers, naturale punto di partenza per un tour in bici nella valle. Situata a circa 480 m di altitudine, si caratterizza per il centro storico attraversato dal fiume Isère, nonché per i resti della città medievale (tra cui la Cattedrale di San Pietro, antica sede dell’arcivescovado di Tarantasia). Moûtiers è ideale per una prima sosta tecnica: qui si trovano strutture ricettive bike-friendly, noleggi bici e supermercati; la cittadina offre anche un piccolo mercato coperto e ristoranti dove gustare la cucina savoiarda.

Tra Moûtiers e Bourg-Saint-Maurice si snoda poi l’Avenue Verte de la Tarentaise, una pista ciclopedonale sicura e ben segnalata lunga circa 24 km lungo il fiume Isère. Aime-la-Plagne, a metà strada, è un autentico gioiello della valle: il borgo conserva la Basilica di Saint-Martin, raro esempio di architettura preromanica in Savoia, e numerosi chalet tradizionali in pietra e legno. Lungo la ciclabile, i cicloturisti possono fermarsi in aree picnic, fontane e piccoli bistrot di campagna; queste caratteristiche rendono questa tappa ideale per chi pratica cicloturismo in famiglia o cerca un itinerario rilassante.

Proseguendo si incontra poi Bourg-Saint-Maurice, nodo centrale per chi vuole esplorare i grandi colli alpini. Con i suoi 12 km di piste ciclabili urbane, una pump track per mountain bike e diversi negozi specializzati, la cittadina è anche sede di eventi sportivi internazionali. Qui convergono diversi itinerari in bici: si può salire verso Les Arcs, affrontare il leggendario Col de l’Iseran o deviare verso il Piccolo San Bernardo.

Gli amanti della bicicletta trovano strutture ricettive attrezzate con deposito bici, officine e menù adatti alle esigenze sportive.

Da Bourg-Saint-Maurice parte la salita verso Les Arcs, famoso comprensorio sciistico che ospita spesso le gare di sci europee e mondiali. La salita, di 23,6 km di lunghezza e con un dislivello di 1324 m, è consigliata a ciclisti mediamente allenati;se vuoi allenarti per un percorso del genere, dai un’occhiata all’articolo dedicato.

Alle porte di Bourg-Saint-Maurice si trova poi Seez, antico villaggio savoiardo noto per la sua chiesa barocca, i laboratori di artigianato e la produzione di miele di montagna. È un’ottima tappa culturale prima di affrontare le salite più impegnative: è qui, infatti, che inizia la strada per il Col du Petit-Saint-Bernard, valico che collega la Tarantasia con la Valle d’Aosta. Séez è anche punto di partenza per escursioni e pedalate verso villaggi meno noti ma ricchi di fascino, come Montvalezan e Le Châtelard.

Procedendo verso sud lungo la D902 si incontra il Lago di Chevril, bacino artificiale creato da una diga spettacolare che alimenta la centrale idroelettrica della Tarantasia. Il percorso lungo il lago è particolarmente suggestivo, con tratti scavati nella roccia e brevi gallerie; è inoltre uno dei segmenti più apprezzati del cicloturismo in Francia: l’acqua color smeraldo e le cime innevate della Vanoise creano uno scenario perfetto per una sosta panoramica, una pausa rigenerante e, ovviamente, una foto da condividere sui social.

Infine, con i suoi 2770 m, il Col de l’Iseran è il passo stradale più alto d’Europa; più volte inserito nel percorso del Tour de France, è una delle salite più ambite dai cicloturisti. I 48 km di ascesa da Bourg-Saint-Maurice rappresentano una vera sfida tra alpeggi, paesaggi lunari e ghiacciai.

 

Scopri la Valle della Tarantasia con Gaudens Cycling

Che tu sia un ciclista esperto alla ricerca di grandi salite o un appassionato di viaggi lenti immersi nella natura, la Valle della Tarantasia saprà regalarti emozioni autentiche e paesaggi che resteranno impressi nella memoria.

Se desideri vivere questa esperienza con la massima tranquillità e con un itinerario costruito su misura per te, Gaudens Cycling è al tuo fianco: progettiamo il tuo tour in bici in Francia, offrendoti supporto logistico, consigli tecnici e tutto il necessario per trasformare ogni tappa in un’esperienza unica. 

Contattaci per scoprire gli itinerari in bici già disponibili o per creare il tuo percorso personalizzato!


un ciclotutista si allena per prepararsi al tour in bici

Allenamento in palestra per ciclisti: i nostri consigli

Pratichi ciclismo agonistico o desideri semplicemente affrontare con più grinta gli itinerari del weekend? Qualunque sia la motivazione, l'allenamento in palestra per i ciclisti resta un pilastro fondante della disciplina: allenare la forza fisica, infatti, non è solo un’attività complementare al tempo trascorso sui pedali, ma anche un vero e proprio investimento per migliorare le prestazioni, prevenire infortuni e pedalare in modo più efficace.

Nelle prossime righe approfondiremo questo e altri aspetti legati all’allenamento in palestra specifico per ciclisti e cicloturisti, con alcuni consigli di esercizi utili da svolgere.

 

Perché il ciclista dovrebbe allenarsi in palestra

Sempre più ciclisti comprendono quanto sia importante implementare sessioni di palestra all’allenamento sulle due ruote. Il ciclismo non è solo questione di chilometri macinati o di ore trascorse in sella, ma richiede un corpo equilibrato, resistente e capace di sostenere gli sforzi prolungati reagendo rapidamente ai cambi di ritmo o alle difficoltà del percorso.

Come evidenziato dalla review pubblicata sullo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, l’allenamento in palestra per ciclisti non riguarda soltanto lo sviluppo muscolare, ma porta con sé vantaggi specifici per chi pratica sport di endurance. Mediante la palestra riusciamo a migliorare la coordinazione intramuscolare (ossia la capacità di attivare in modo più efficiente sia le fibre muscolari di tipo 1), fondamentali per la resistenza aerobica, sia quelle di tipo 2, indispensabili per gli sforzi esplosivi.

Non meno importante è la coordinazione intermuscolare, cioè il perfetto sincronismo tra i vari muscoli coinvolti in un gesto tecnico come la pedalata;questa sinergia rende il movimento più fluido e meno affaticante.

Allenarsi in palestra significa infine rinforzare tendini, legamenti, cartilagini e tessuti, aumentando la loro capacità di resistere agli stress della pedalata.

 

Forza e ciclismo: di cosa si tratta?

Nel ciclismo il concetto di forza va ben oltre il semplice sollevamento pesi: significa vincere la resistenza dell'attrito e della gravità, costruire un corpo capace di trasformare energia muscolare in movimento efficace ed efficiente.

La forza nel ciclismo si manifesta in diverse forme: forza massima, forza esplosiva e forza resistente.

Per cominciare, la forza massima è la capacità di generare il massimo sforzo in un’unica contrazione; Questa componente rende i muscoli più performanti, capaci di lavorare con meno fatica anche quando il gesto è ripetuto a intensità più basse (come accade durante la pedalata).

Altrettanto importante è la forza esplosiva, cioè la capacità di sviluppare tensione muscolare molto rapidamente, fondamentale per chi deve scattare o cambiare ritmo bruscamente. 

Un ruolo cruciale viene svolto infine dalla forza resistente, ovvero la capacità di sostenere uno sforzo muscolare per tempi prolungati.

La forza, però, non va espressa unicamente attraverso le gambe, ma anche attraverso il cosiddetto “core” (letteralmente il "nucleo del corpo", cioè la zona compresa tra la porzione inferiore del busto e il margine inferiore del bacino): un busto allenato è importante per garantire stabilità all’atleta, ridurre le oscillazioni e trasferire al meglio l’energia dalle gambe ai pedali, permettendo all’atleta di esprimere appieno il suo potenziale.

 

6 esercizi in palestra per i ciclisti e cicloturisti

Da quanto emerso nelle righe precedenti, appare chiaro che allenarsi per correre in bici (sia questo per una gara oppure per un tour cicloturistico) significa svolgere esercizi per il potenziamento sia della parte bassa del corpo, sia per il busto.
Partendo dalle gambe,tra gli esercizi più efficaci spicca lo squat, vero re dell’allenamento per questa parte questo movimento stimola in modo intenso quadricipiti, glutei e femorali, i muscoli più coinvolti nella spinta sui pedali, permettendo al ciclista di aumentare la capacità di sviluppare forza ad ogni colpo di pedale e di mantenere una postura stabile in sella.

La leg press rappresenta un’alternativa molto valida allo squat, soprattutto per chi ha poca dimestichezza con il bilanciere o preferisce esercizi più guidati. Lavorare alla leg press permette di stimolare le gambe in sicurezza, concentrando il carico su quadricipiti e glutei gestendo facilmente il livello di intensità.

Gli stacchi da terra, o deadlift, sono fondamentali per coinvolgere la catena posteriore, lavorando su glutei, femorali e zona lombare. Un ciclista che inserisce questo esercizio nella propria routine acquisisce maggiore stabilità, riduce gli squilibri muscolari tipici di chi passa molte ore in posizione fissa sulla bici e riesce a trasmettere meglio la forza generata dal tronco alle gambe; questo si traduce in una pedalata più potente.
Gli affondi sono preziosi per migliorare la forza unilaterale e l’equilibrio tra le gambe. Nel ciclismo è importante avere una spinta simmetrica e bilanciata, ed eventuali scompensi di forza tra un lato e l’altro possono rendere la pedalata non del tutto funzionale: per questo motivo, esercizi come gli affondi permettono di correggere le asimmetrie. 

Come già anticipato, anche il core svolge un ruolo di spicco nel ciclismo, poiché mantiene stabile il busto e garantisce il trasferimento della forza alla bici:lo si può allenare attraverso il plank ma anche con i classici piegamenti che, nonostante l’apparente distanza dal gesto ciclistico, permettono di costruire un upper body solido; tutto questo, nel complesso, garantisce una buona posizione sul manubrio e una gestione sicura della bici nei tratti tecnici.

Anche i piccoli miglioramenti possono fare la differenza, e inserire l’allenamento in palestra nel proprio programma di allenamento in preparazione a gare ciclistiche o itinerari in bici significa costruire solide basi per diventare atleti più completi e pronti a esprimere al massimo le proprie potenzialità: è un passo fondamentale non solo per chi punta alla performance agonistica, ma per tutti gli appassionati di cicloturismo che vogliono affrontare ogni uscita con più forza, sicurezza e soddisfazione.


ciclisti visitano la liguria in bicicletta, paesaggio montano con panorama sul mare

Liguria in bicicletta: alla scoperta della regione su itinerari unici

Pedalare lungo i percorsi ciclabili della Liguria significa vivere un’esperienza indimenticabile, in cui la passione per la bicicletta si trasforma in una spinta a scoprire tutto ciò che la Regione ha da offrire: dal contatto paesaggi marini a quelli montani, dalle città più famose ai borghi sospesi nel tempo, ogni angolo nasconde bellezze pronte per essere scoperte.

Non serve essere un campione del ciclismo o un cicloturista avventuriero: la Liguria ha in serbo percorsi e panorami che sapranno conquistarti!

Scopriamo di più nelle prossime righe.

 

Perché vivere la Liguria in sella alla bici

Scegliere di esplorare la Liguria in bici significa regalarsi un viaggio fatto di emozioni continue, grazie a un territorio che alterna il blu intenso del mare alle sfumature verdi delle colline, fino alle tinte sempre diverse delle montagne. Il fascino della regione sta proprio nella sua varietà: pochi altri luoghi riescono a unire con tanta armonia la bellezza del litorale con quella dell’entroterra.

Allo stesso tempo, il clima mediterraneo rende la Liguria una meta ideale per il cicloturismo in ogni stagione, permettendo di pedalare anche in inverno grazie a temperature che difficilmente in pieno inverno scendono sotto i 10 gradi.

La regione offre poi numerosi percorsi in bicicletta, dai tratti pianeggianti della costa fino ai sentieri più tecnici per mountain bike nell’entroterra; lungo ogni percorso, oltre allo spettacolo naturale, è possibile immergersi nella cultura locale. Lungo i percorsi si incontrano borghi marinari e paesini pittoreschi che conservano tradizioni, architettura tipica e sapori regionali; ed è proprio la gastronomia ligure a rappresentare il giusto premio dopo una corsa in bici: piatti come il pesto genovese, focacce fragranti o piatti di pesce come il Cappon Magro permettono di ricaricare appieno le proprie energie.

Visitare la Liguria in bicicletta significa anche poter scegliere un turismo lento, sostenibile, dove ogni chilometro percorso è occasione per osservare il paesaggio, respirare aria pulita e vivere il viaggio con tutta la calma necessaria.

Oltre a essere un’esperienza sportiva che allena il fisico e regala benessere mentale, visitare la Liguria in bici offre la possibilità di instaurare un legame autentico con un territorio straordinario.

 

Itinerari in bici in Liguria da non perdere

Quando si parla di Liguria in bicicletta, è impossibile non pensare ad alcuni percorsi che hanno fatto la storia del ciclismo o che permettono di ammirare autentici gioielli paesaggistici.

Tra gli itinerari in bici più iconici della regione spicca sicuramente la Milano-Sanremo, una delle corse classiche e monumento del ciclismo mondiale. Questo percorso leggendario, lungo ben 293 chilometri, ha visto sfidarsi campioni di ogni epoca e conserva ancora oggi un fascino particolare. Per i ciclisti amatori, non è necessario affrontare l’intero tragitto agonistico: si può scegliere di pedalare solo su alcune sezioni più panoramiche e abbinarvi una tappa culturale o una degustazione enogastronomica. Lungo il tracciato, infatti, si snodano località rinomate, scenari costieri indimenticabili e possibilità di vivere esperienze legate ai prodotti tipici della terra ligure, rendendo la pedalata non solo sport, ma anche scoperta culturale.

Altro itinerario imperdibile per chi ama il cicloturismo è la splendida Ciclovia Riviera dei Fiori. Questo percorso ciclo-pedonale nasce dalla trasformazione del vecchio tracciato ferroviario costiero Genova-Ventimiglia, dismesso nel 2001 e oggi riconvertito in una pista lunga circa 32 chilometri che si estende tra Imperia, Sanremo e Ospedaletti. Lungo questo itinerario in bici si pedala sempre affacciati sul mare, su un percorso prevalentemente pianeggiante, facile e adatto a tutti, regalando scorci pittoreschi sulla costa e la possibilità di sostare in piccoli borghi marittimi. La Riviera dei Fiori è diventata una delle vie simbolo del turismo slow e, non a caso, ha ricevuto nel 2025 l’Italian Green Road Award, il riconoscimento dedicato ai percorsi ciclabili italiani che si distinguono per la valorizzazione del territorio e per l’offerta di servizi dedicati ai viaggiatori su due ruote.

Chi ama sfide più impegnative ed è appassionato di mountain bike, invece, troverà pane per i suoi denti sui sentieri del Monte Faudo: l’ascesa verso la vetta, che raggiunge i 1153 metri sul livello del mare, è lunga poco meno di 35 chilometri ma comporta un dislivello di quasi 1200 metri; per questi motivi, il tragitto del Monte Faudo è consigliato a biker esperti e ben allenati. L’itinerario, però non è soltanto fatica: questa viene infatti ricompensata da viste mozzafiato dalle mille sfumature, intervallate dalle bellezze (e bontà) offerte da località come Torrazza, Isolalunga, Costa Carnara, Bellissimi, Lecchiore e Dolceto.

Un progetto ambizioso e in continua evoluzione è quello della Ciclovia Tirrenica, un itinerario ciclabile destinato a diventare un collegamento di quasi 800 chilometri tra Ventimiglia e Latina. La ciclovia è concepita come un percorso continuo, che sfrutta piste ciclabili già esistenti, tratti ferroviari dismessi e strade secondarie a basso traffico, regalando un viaggio variegato che alterna asfalto e sterrato leggero.

Tra i tratti liguri già pedalabili, spiccano segmenti come il Parco Costiero ligure, caratterizzati da infrastrutture bike-friendly, punti ristoro e strutture ricettive attente alle esigenze dei ciclisti. Oltre a offrire un itinerario sicuro e panoramico, la Ciclovia Tirrenica rappresenta un invito a riscoprire la bellezza della costa e dei borghi liguri con tutta la calma necessaria, trasformando ogni tappa in un’occasione per assaporare il fascino di luoghi unici al mondo.

 

Con Gaudens Cycling, un itinerario in bici da sogno

Per chi desidera vivere la Liguria in bicicletta senza pensieri, affidarsi a professionisti (e appassionati) come Gaudens Cycling significa trasformare il viaggio in un’esperienza davvero unica. Sentite le tue necessità, definiamo un tour su misura pensato per valorizzare ogni momento del tuo viaggio in bici in Liguria: che si tratti di un weekend di pedalate lente o di un itinerario più impegnativo tra le salite dell’entroterra, ogni percorso viene studiato nei minimi dettagli per rispondere alle esigenze sia dei ciclisti esperti sia di chi si approccia al mondo del cicloturismo per la prima volta.

I nostri tour sono arricchiti da una serie di servizi personalizzati, come il supporto tecnico durante il tragitto o l’organizzazione del pernottamento in strutture bike-friendly. In questo modo, chi decide di vivere la Liguria in bici può godersi il viaggio in piena libertà, in sicurezza e senza preoccuparsi di nulla se non di pedalare e lasciarsi incantare dai panorami.

Contattaci ora per creare la tua esperienza personalizzata!

 

Vuoi scoprire di più sugli itinerari in bici? Visita la sezione dedicata, oppure dai uno sguardo ai nostri approfondimenti:

 


cicloturista con il corretto abbigliamento da bici in estate

Tutto quello da sapere sull'abbigliamento da bici in estate

L’estate è la stagione delle avventure all’aria aperta per antonomasia: passeggiate, viaggi, tour in bicicletta e scoperta del territorio sono tra le attività preferite di tutti noi.

Da appassionati del cicloturismo, sappiamo bene che proprio l’estate (come d’altronde anche l’inverno) richiede una particolare attenzione non solo alla manutenzione (e preparazione) del nostro mezzo, ma anche alla scelta dell’abbigliamento da bici corretto: oltre al comfort, infatti, bisogna garantire la massima traspirazione e protezione anche nelle condizioni climatiche più roventi.

In questo articolo vedremo perché è importante scegliere l’abbigliamento da bici estivo corretto, quali sono le caratteristiche tecniche delle maglie e dei pantaloncini ideali per questa stagione e quali accessori non dovrebbero mai mancare nelle uscite estive in bicicletta.

Si parte!

 

Perché è importante utilizzare l’abbigliamento da bici corretto

Pedalare d’estate con l’abbigliamento sbagliato può compromettere l’esperienza, provocare fastidi e aumentare i rischi per il ciclista. L’abbigliamento da bici tecnico è studiato proprio per evitare tutto questo, rispondendo a tre esigenze principali:

  • regolazione termica e traspirazione: durante l’attività ciclistica, il corpo produce molto calore. I tessuti tecnici favoriscono la traspirazione, mantenendo la pelle asciutta e abbassando la temperatura corporea, anche nelle ore più calde;
  • libertà di movimento: a differenza dell’abbigliamento sportivo generico, quello da bici ha un taglio ergonomico che segue i movimenti del ciclista, evitando pieghe e attriti che possono causare irritazioni;
  • protezione da raggi UV, vento e cadute: molti capi estivi offrono una protezione solare integrata e sono rinforzati in zone strategiche, riducendo il rischio di abrasioni in caso di scivolata. Inoltre, i colori brillanti o gli inserti riflettenti migliorano la visibilità su strada.

 

Quali sono le caratteristiche delle maglie e dei pantaloncini da ciclismo per l'estate

Visto il perché è importante indossare il giusto abbigliamento da ciclista anche in estate, andiamo ora nel dettaglio analizzando le caratteristiche principali di ciascun elemento da indossare.

Partendo dalle maglie da bici, queste sono realizzate con tessuti tecnici ad alta tecnologia (come microfibre sintetiche o combinazioni di poliestere e elastan) che facilitano la dispersione dell’umidità e si asciugano molto rapidamente. In alcuni modelli sono presenti anche dei pannelli in rete (mesh) nelle zone di maggiore sudorazione, pensate per ottimizzare la ventilazione e prevenire il surriscaldamento di queste aree.

Il taglio della maglia è un altro elemento distintivo: per i capi estivi, infatti, la struttura è aderente e sagomata per accompagnare i movimenti del ciclistica, le maniche corte, le cuciture ergonomiche e il gripper silicone per mantenere il capo in posizione indipendentemente dalla velocità e dai movimenti dell’atleta.

Allo stesso tempo il colletto è basso, mentre la zip anteriore permette di regolare la temperatura corporea con facilità, aprendola completamente durante le salite o nei momenti più caldi della giornata.

Le tasche posteriori sono un altro dettaglio game-changer, poiché permettono di trasportare oggetti come snack, telefono, attrezzi o una mantellina antivento; in alcuni casi, è presente anche una quarta tasca con zip, ideale per custodire oggetti di valore.

Infine, gli inserti riflettenti garantiscono una maggiore visibilità e sicurezza su strada.

Passando ai pantaloncini, i tessuti più utilizzati sono la lycra, la poliammide e l’elastan, che garantiscono elasticità, traspirazione, vestibilità aderente e una leggera compressione muscolare; quest’ultima, nello specifico, sostiene la muscolatura durante lo sforzo e aiuta a ritardare l’insorgere della fatica.

La differenza principale tra un pantaloncino base e uno di qualità superiore si nota soprattutto nel fondello: questa imbottitura, posizionata nella zona di contatto con la sella, deve essere ergonomica, traspirante, antibatterica e costruita con diverse densità per assorbire le vibrazioni e distribuire il peso in modo uniforme.

Possibili sostitute dei pantaloncini, le salopette da ciclismo sono particolarmente indicate per chi cerca un maggiore sostegno: le bretelle tengono il capo ben fermo, eliminano la pressione sull’addome e migliorano la postura in sella. Anche qui, i modelli estivi presentano elementi in rete che aumentano sia la ventilazione che la traspirabilità.

In sintesi, maglia e pantaloncino rappresentano dei veri e propri strumenti tecnico-sportivi che, se scelti con attenzione, migliorano il rendimento, la sensazione di benessere e la resistenza al caldo.

 

Gli accessori da bici da avere con sé in estate

L’abbigliamento da bici estivo si completa con alcuni accessori, ciascuno utile (a diversi livelli) ad affrontare con serenità ogni tipo di uscita. Tra questi, è importante ricordare di dotarsi di:

  • guanti leggeri: proteggono dal sudore e migliorano la presa sul manubrio. I modelli estivi sono traspiranti, con palmo rinforzato e dita scoperte;
  • occhiali da ciclismo: indispensabili per proteggere gli occhi da sole, vento, insetti e polvere. Le lenti fotocromatiche si adattano alla luce esterna e garantiscono una visione ottimale;
  • calze tecniche: leggere e traspiranti, le calze tecniche da ciclismo evitano la formazione di vesciche e mantengono i piedi asciutti;
  • sottocasco o, in alternativa, bandana: questi elementi sono utili per assorbire il sudore e proteggere la testa sotto il casco, soprattutto durante le ore più calde;
  • gilet antivento: anche in estate può tornare utile nelle discese o quando si affrontano tratti più ventilati. Meglio se compatto e facilmente ripiegabile;
  • idratazione e protezione solare: portare sempre con sé acqua, avere a disposizione integratori di sali minerali e applicare una crema con filtro solare resistente al sudore è essenziale per evitare colpi di calore, disidratazione e altri inconvenienti dovuti alla stanchezza.

foto di cicloturista davanti al cartello stradale del passo del tomarlo

Passo del Tomarlo: il tour in bici per chi ama la sfida

Affrontare il Passo del Tomarlo in sella alla propria bicicletta significa immergersi nel cuore degli Appennini, tra salite spesso impegnative molto apprezzate dai cicloturisti. Questo valico è la meta perfetta per chi cerca itinerari in bici sfidanti, lontano dai percorsi più battuti; un'esperienza autentica per chi ama vivere la strada pedalando, che raccontiamo nelle prossime righe.

 

Cos'è e dove si trova il Passo del Tomarlo

Il Passo del Tomarlo si trova a 1482 metri di altitudine, al confine tra Emilia-Romagna e Liguria; è un valico appenninico noto tra gli appassionati di tour in bici per le sue strade tranquille, la natura rigogliosa e i percorsi adatti sia a ciclisti esperti, sia a chi desidera mettersi alla prova.

Il versante ligure ha inizio a Rezzoaglio, sulla strada statale 586 della Valle dell’Aveto, e prosegue lungo la SS 654 attraversando il comune di Santo Stefano d’Aveto. Dopo aver superato il passo, la strada si snoda in un falsopiano verso il passo dello Zovallo, per poi scendere in Val Nure, nel comune piacentino di Ferriere.

Dal lato emiliano, invece, si parte da Anzola, frazione di Bedonia; qui la salita segue la strada provinciale 81, collegata alla ex SS 359, e si sviluppa per 9 km con una pendenza media del 5%. In alcuni tratti (come quello di Casalporino) la pendenza raggiunge anche il 10%.

Il versante di Rezzoaglio è il più lungo: 22,5 km con una pendenza media del 3,5% e picchi dell’8,4%; un tratto intermedio in leggera discesa consente una breve pausa prima dell’ultima parte della salita.

Questa salita ha fatto anche parte del Giro d’Italia, inserita nel tracciato delle edizioni 1977, 1989 e 1994.

 

Le caratteristiche della salita, i percorsi e alcuni consigli

Il Passo del Tomarlo può essere affrontato da più versanti, ognuno con caratteristiche e difficoltà differenti, le alternative principali sono:

  • dal lato ligure, partendo da Rezzoaglio: 13,6 km con 795 metri di dislivello, pendenza media del 5,85% e tratti fino all’11%;
  • da Gramizza, nel versante emiliano: 13,4 km e 712 metri di dislivello, con pendenza media del 5,3% e punte fino all’8,4%;
  • da Ponteceno, sempre in Emilia-Romagna: una salita più lunga, 22,6 km, con pendenza più dolce al 3,7%.

Uno degli itinerari in bici più apprezzati è il giro ad anello che parte da Bedonia, che attraversa il passo ritornando poi al punto di partenza. Il tracciato si estende per circa 76,8 km e prevede un dislivello di 1720 metri; è una delle proposte più amate tra chi pratica cicloturismo nella zona grazie alla bellezza del paesaggio osservabile durante la percorrenza e la scarsa presenza di traffico.

Il periodo ideale per affrontare il Passo del Tomarlo va da maggio a ottobre; nei mesi più caldi è consigliabile partire al mattino presto per evitare le temperature elevate. È fondamentale avere una bicicletta ben mantenuta, con rapporti adeguati per affrontare le salite, meglio se da strada oppure gravel (se si desidera maggiore versatilità).

Portare con sé acqua e snack energetici è essenziale, poiché lungo il percorso i punti di ristoro non sono molti e in alcuni casi anche distanti da loro. E, come sempre, è importante pedalare in sicurezza, indossando il casco e rispettando le regole della strada.

 

Vivi la sfida del Passo del Tomarlo con Gaudens Cycling

Affrontare il Passo del Tomarlo è ancora più appagante se si sceglie il supporto di Gaudens Cycling; offriamo una serie di servizi pensati per chi vuole vivere un tour in bici senza pensieri: dalla pianificazione degli itinerari alla scelta del percorso più adatto al proprio livello, fino all’assistenza tecnica durante il tragitto, ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza indimenticabile per ogni appassionato di cicloturismo.

Che tu sia alla ricerca di nuovi itinerari in bici, di una sfida personale o di un'esperienza di cicloturismo organizzata in uno dei luoghi più affascinanti d’Italia, il Passo del Tomarlo è la risposta che cerchi: contattaci per maggiori informazioni!


Pista ciclabile panoramica in Friuli Venezia Giulia lungo il fiume, ideale per itinerari in bici

Ciclabili in Friuli Venezia Giulia: itinerari e percorsi in bici da non perdere

Scoprire il Friuli Venezia Giulia in sella a una bicicletta è un’esperienza straordinaria, fatta di natura, cultura e libertà di movimento. La regione offre una rete di piste ciclabili ampia e diversificata, ideale per ogni tipo di cicloturista: dalle famiglie con bambini agli avventurieri alla ricerca di grandi viaggi su due ruote.

In questo articolo presentiamo alcune delle migliori ciclabili in Friuli Venezia Giulia, con percorsi spettacolari e itinerari pensati per vivere il territorio in modo autentico.

 

Perché visitare il Friuli Venezia Giulia in bici

Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più interessanti per il cicloturismo. Il suo territorio variegato si estende dalle Alpi Giulie al mare Adriatico, passando per colline, fiumi, borghi storici e città d’arte.

La rete di piste ciclabili è ben sviluppata e in continua espansione: lungo i principali itinerari si trovano punti di ristoro, aree di sosta attrezzate e strutture ricettive bike-friendly; inoltre, l’intermodalità è garantita da servizi di trasporto dedicati, che facilitano gli spostamenti e rendono l’esperienza accessibile anche ai meno allenati.

Che tu voglia pedalare per pochi chilometri o percorrere centinaia di chilometri attraversando la regione, il FVG in bici non delude mai.

 

5 itinerari e percorsi in bici da non perdere

  1. Dalla montagna al mare con la Ciclovia Alpe Adria

Nel suo tratto italiano, la Ciclovia Alpe Adria attraversa tutto il Friuli Venezia Giulia da nord a sud, seguendo per circa 183 chilometri un tracciato estremamente vario. L’ingresso nella regione avviene a Tarvisio, nel cuore delle Alpi Giulie, dove inizia un percorso immersivo nella natura e nella storia della regione, adatto sia ai cicloturisti esperti che a chi cerca un viaggio a ritmo lento.

Gran parte della ciclovia si sviluppa sull’ex linea ferroviaria dismessa della Pontebbana, oggi trasformata in un itinerario ciclabile panoramico. Si pedala attraverso la Val Canale e il Canal del Ferro, accompagnati dal verde dei boschi, dai ponti sospesi e dalle vecchie gallerie ferroviarie, fino a raggiungere Gemona del Friuli, porta d’accesso alla pianura.

Da qui, il paesaggio cambia: si entra nella dolce campagna friulana, toccando città ricche di fascino come Udine e Aquileia. L’ultima parte del percorso conduce a Grado, dove l’itinerario si conclude tra calli, spiagge e il profumo del mare.

Pedalare lungo la Ciclovia Alpe Adria in Friuli Venezia Giulia significa vivere un viaggio sorprendente, dove ogni tappa racconta una storia diversa, tra montagne, fiumi, città d’arte e orizzonti lagunari.

 

  1. La Parenzana: da Trieste a Parenzo attraverso tre nazioni

Avventura internazionale su due ruote (lunga ben 123 km) che unisce Italia, Slovenia e Croazia, la Parenzana (o "Strada della Salute e dell’Amicizia"), segue l’antico tracciato ferroviario che collegava Trieste a Parenzo; oggi, la Parenzana è uno degli itinerari internazionali più suggestivi per chi cerca una pedalata che unisca il meglio che la il Friuli Venezia Giulia e i suoi stati confinanti hanno da offrire: paesaggi collinari, vigneti, borghi costieri e saline; partendo da Trieste, si attraversa Muggia, Capodistria, Isola, Pirano e infine si raggiunge Poreč.

Con i suoi tunnel e viadotti recuperati, la Parenzana è una delle piste ciclabili in Friuli Venezia Giulia (e oltre) più affascinanti.

 

  1. La Ciclovia del Tagliamento

Tra gli itinerari a lunga percorrenza del cicloturismo regionale spicca la Ciclovia del Tagliamento, che segue il corso dell’omonimo fiume. Da Passo della Mauria fino a Lignano Sabbiadoro, si pedala per 184 km attraversando paesaggi montani, pianure fluviali e borghi ricchi di storia.

Lungo il percorso si incontrano Venzone, Spilimbergo, Valvasone, Casarsa della Delizia e San Vito al Tagliamento, fino a raggiungere la costa adriatica; nonostante alcuni tratti non ancora completamente segnalati, l’itinerario offre emozioni uniche e scorci mozzafiato, perfetti per tutti gli amanti del cicloturismo.

 

  1. Adriabike e la scoperta della costa adriatica

L’Adriabike è una ciclovia internazionale che collega il Tricorno in Slovenia a Ravenna, seguendo l’Alto Adriatico. Il tratto friulano, lungo 182 km, attraversa aree naturali protette, lagune, spiagge e città storiche; in più, è ideale per chi ama pedalare lentamente, assaporando ogni tappa.

Partendo da Trieste, si toccano Monfalcone, Grado, Aquileia, Torviscosa, Marano Lagunare e Lignano Sabbiadoro; tra i luoghi simbolo del percorso si trovano Oasi naturalistica del Caneo, la Riserva di Valle Cavanata, il centro storico di Grado, e il foro di Aquileia.

Un viaggio sensoriale che unisce il profumo del mare alla ricchezza del patrimonio culturale.

 

  1. Percorsi ciclabili per famiglie: Aquileia – Grado

Perfetto per una giornata all’aria aperta con i più piccoli, questo itinerario è uno dei più semplici della regione. Lungo poco meno di 12 km (23,5 km andata e ritorno), il percorso si snoda tra Aquileia e Grado, seguendo il tracciato della vecchia ferrovia.

Completamente pianeggiante e separato dal traffico, l’itinerario offre una bellissima vista su laguna, barene e borgo di Belvedere.

In estate, è possibile rientrare in barca lungo il fiume Natissa, rendendo l’escursione ancora più divertente; in più musei, aree giochi e punti di ristoro lo rendono adatto anche ai più piccoli (a partire dai 6 anni).

 

Parti per il tuo viaggio in bici in FVG con Gaudens Cycling

Che tu voglia esplorare le ciclabili del Friuli per qualche ora o affrontare un itinerario di più giorni, Gaudens Cycling è il tuo punto di riferimento per vivere un’esperienza su misura. I nostri tour cicloturistici sono pensati per valorizzare ogni angolo della regione, con soluzioni personalizzate e servizi dedicati ai ciclisti.

Dalla pianificazione all’assistenza lungo il percorso, ci occupiamo di tutto: contattaci per scoprire i nostri  e inizia il tuo prossimo viaggio lungo le meravigliose piste ciclabili del Friuli Venezia Giulia!

Scopri gli approfondimenti dedicati alle altre regioni italiane: