installazione che richiama la liegi bastogne liegi

Alla scoperta della Liegi-Bastogne-Liegi, una delle classiche monumento del ciclismo

In questo blog abbiamo già dedicato spazio alla Parigi-Roubaix, una delle cinque classiche monumento del ciclismo europeo.

Nelle prossime righe scopriremo la storia, il percorso e le caratteristiche di un’altra gara indimenticabile: la Liegi-Bastogne-Liegi, la più antica delle classiche tutt’oggi in calendario e, per questo motivo, soprannominata “la Decana”.

L'affascinante storia della Liegi-Bastogne-Liegi

La Liegi-Bastogne-Liegi fu ideata nel 1892 dal club locale Liège Cyclist Union. Le prime due edizioni (1892 e 1893) furono riservate a dilettanti; dal 1894 la corsa venne aperta ai professionisti, con alcune eccezioni negli anni successivi quando si alternarono edizioni dedicate ad amatori (edizioni del 1908, 1909 e 1911) o ciclisti indipendenti (edizioni del 1912, 1913, 1925 e 1929).

Nel corso del Novecento la manifestazione crebbe di importanza: a partire dal 1951 entrò nel calendario del Challenge Desgrange-Colombo, diventando così un appuntamento di rilievo nel panorama ciclistico internazionale. Negli ultimi decenni la gara ha fatto parte di differenti circuiti: dal 1989 al 2004 nel calendario della Coppa del Mondo, poi nel 2005-2007 all’interno dell’UCI ProTour, e dal 2009 definitivamente nel calendario mondiale UCI, fino all’ingresso nel World Tour.

Tra gli aneddoti che hanno segnato la Liegi-Bastogne-Liegi figura l’edizione del 1957, in cui i corridori Germain Derycke e Frans Schoubben furono dichiarati vincitori ex aequo per decisione della giuria.

Nel corso della sua storia la corsa è stata vinta più volte da alcune figure leggendarie: spiccano tra queste Eddy Merckx (con cinque successi tra il 1969 e il 1975), Moreno Argentin e Alejandro Valverde, ciascuno con quattro vittorie.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il legame storico con la comunità di emigrati italiani insediatisi nella zona di Liegi e dintorni: la corsa è per questo anche nota come “la corsa degli italiani”; in più, dodici successi sono riconducibili a corridori italiani, fattore che rende l’Italia il Paese con più vittorie nella competizione dopo il Belgio.

Nel tempo la Liegi-Bastogne-Liegi ha conservato il suo carattere autentico di classicissima selettiva, vera e propria sfida di resistenza, strategia e capacità in salita.

Il percorso della Liegi-Bastogne-Liegi

La gara si svolge su un tracciato variabile ma sempre attorno ai 250-260 chilometri: un percorso che unisce le città di Liège e Bastogne, attraversando le colline e le valli del massiccio delle Ardenne.

La corsa parte da Liège e prosegue verso sud per circa 95 chilometri fino a raggiungere Bastogne; da qui inizia il rientro verso nord con un tracciato diverso, più articolato, per circa 160-165 chilometri fino al traguardo.

La difficoltà del percorso è concentrata nella seconda metà di gara, dove si susseguono numerose salite (le cosiddette côtes) che rendono la corsa particolarmente impegnativa sotto il profilo fisico. Nell'edizione 2025, ad esempio, erano previste undici côtes, nove delle quali localizzate negli ultimi 100 chilometri.

Tra le salite più caratteristiche emergono la celebre Redoute (2 km, con pendenza media all'8,9% di pendenza), la Côte de la Roche-aux-Faucons, la Col du Rosier, e in passato anche la Côte de Saint-Nicolas nel finale (1200 metri all'8,6%).

Il dislivello complessivo supera spesso i 4000 metri, un fattore che avvicina la corsa per difficoltà a un vero e proprio tappone di montagna. Nel 2025 la distanza ufficiale è stata di 252 km, con la parte conclusiva che propone un alternarsi continuo di salite e discese, segno del carattere imprevedibile della gara.

L’elemento distintivo della Liegi-Bastogne-Liegi rispetto ad altre classiche del Nord non è il pavé o i muri, ma la rete di salite impegnative che si concentrano nel finale, spesso in rapida successione; questo tipo di percorso favorisce corridori con buona resistenza e capacità in salita, penalizzando chi punta su uno sprint finale in pianura.

Il tuo itinerario ispirato alla Liegi-Bastogne-Liegi con Gaudens Cycling

Oltre agli itinerari cicloturistici, Gaudens Cycling offre la possibilità non solo di assistere come spettatore della Liegi-Bastogne-Liegi, ma anche di partecipare a una sfida sullo stesso percorso della classica monumento!Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata: ti aspettiamo!


cicloturista durante un itinerario in bici in inverno

Come vestirsi per andare in bici d’inverno: consigli pratici per il cicloturismo invernale

Affrontare un’uscita in bici durante l’inverno richiede sicuramente qualche attenzione in più rispetto agli altri mesi dell’anno. Freddo, vento, pioggia o neve rendono il ciclismo invernale più impegnativo, ma con un abbigliamento adeguato è possibile pedalare in modo più sicuro.

La scelta dei capi, organizzati per strati e completati da accessori mirati, permette di gestire temperatura corporea, sudorazione e intemperie senza rinunciare al piacere del viaggio.

Perché è importante vestirsi bene per andare in bici in inverno

Un equipaggiamento studiato per l’inverno ha innanzitutto una funzione protettiva. Le temperature rigide aumentano l’effetto del vento sulla pelle e possono portare rapidamente a un calo della temperatura corporea: per questo motivo un abbigliamento adeguato riduce il rischio di ipotermia nelle giornate particolarmente fredde.

Un secondo elemento decisivo riguarda la gestione dell’umidità. Il ciclismo resta un’attività intensa anche in inverno: il corpo continua a sudare, ma tessuti come il cotone trattengono l’acqua e restano bagnati a contatto con la pelle. Il risultato è una sensazione di freddo marcata in ogni momento della corsa che, però, i tessuti tecnici traspiranti permettono di eliminare: questi, infatti, convogliano il sudore verso l’esterno e mantengono l’epidermide relativamente asciutta.

La visibilità rappresenta un ulteriore aspetto di sicurezza: giornate corte, nebbia e cielo coperto riducono la luce disponibile e rendono utile l’utilizzo di colori accesi e inserti riflettenti per farsi notare dagli altri utenti della strada.

Infine, una buona protezione termica aiuta a prevenire dolori articolari, tendiniti e altri tipi di infiammazione, soprattutto a ginocchia e tendini. L’organizzazione dell’abbigliamento deve tenere conto di fattori quali la temperatura prevista, l’orario dell’uscita e il percorso: una pianificazione accurata, basata su queste variabili, consente di modulare gli strati per affrontare il percorso.

Come vestirsi per andare in bici d’inverno: la regola dei tre strati

Per gestire in modo efficace il freddo durante le uscite in bici invernali è utile seguire la regola dei tre strati, ognuno con una funzione specifica.

Il primo strato, a diretto contatto con la pelle, ha il compito di gestire il sudore. L’intimo tecnico da ciclismo, più aderente ma comunque traspirante, sposta l’umidità verso l’esterno evitando che il sudore resti a contatto con l’epidermide. Può essere a maniche corte o lunghe secondo le condizioni climatiche e la sensibilità al freddo del cicloturista. I materiali più diffusi sono i tessuti sintetici leggeri e la lana merino, apprezzata per le proprietà isolanti, la capacità di assorbire l’umidità in eccesso e la tendenza a trattenere meno gli odori.

Il secondo strato ha funzione isolante, e comprende di norma la maglia termica e la salopette lunga invernale. A seconda delle temperature, lo strato intermedio può essere costituito da una maglia leggera abbinata a una giacca oppure da una maglia tecnica più calda indossata sotto lo strato esterno. La salopette lunga protegge le gambe e in particolare le ginocchia, riducendo la possibilità di dolori articolari e tendinei legati al freddo. Il terzo strato difende il ciclista dagli agenti climatici esterni come vento, pioggia e umidità.

In presenza di freddo secco può essere sufficiente un gilet antivento oppure una giacca leggera, mentre se sono previste precipitazioni è preferibile una giacca antipioggia (o una mantellina impermeabile, facilmente ripiegabile). In ogni caso, lo strato esterno dovrebbe restare il più possibile aderente, in modo da garantire libertà di movimento, una buona aerodinamica e il massimo comfort.

Colori ad alta visibilità e inserti rifrangenti aumentano la sicurezza su strada, dato in particolare il numero ridotto di ore di luce.

Gli accessori indispensabili per il cicloturismo invernale

Nelle uscite in bici d’inverno la protezione delle estremità è tanto importante quanto la scelta degli strati principali. Piedi, mani e testa sono le zone che tendono a raffreddarsi con maggiore facilità, perché l’organismo, sotto sforzo, privilegia l’irrorazione dei muscoli impegnati. Se queste parti restano esposte, possono comparire intorpidimento, perdita di sensibilità e difficoltà nel controllo della bicicletta.

Per i piedi vanno utilizzate calze tecniche invernali, abbinate a scarpe da ciclismo adatte alle basse temperature oppure a copriscarpe termici e impermeabili. Nel fuoristrada le scarpe da mountain bike offrono robustezza e resistenza al fango, mentre su strada i copriscarpe possono essere sufficienti in condizioni non estreme e garantiscono anche un vantaggio aerodinamico. Se le calzature abituali non consentono l’uso di calze più spesse, è opportuno valutare un modello specifico per la stagione fredda.

I guanti invernali abbinano uno strato interno traspirante a un rivestimento esterno idrorepellente; la scelta varia in base alla tolleranza individuale alle basse temperature e al tipo di uscita. Molti modelli includono inserti compatibili con schermi touch, utili per utilizzare lo smartphone senza togliere il guanto; per condizioni particolarmente rigide esistono soluzioni riscaldate a batteria.

La testa va protetta con sottocasco, scaldacollo o passamontagna, così da ridurre le correnti d’aria sotto il casco; anche in questo caso i materiali devono favorire la traspirazione, per evitare ristagni di sudore.

Gli occhiali da ciclismo restano utili anche nei mesi freddi, perché schermano dal vento, dalla polvere e dai detriti sollevati dalle ruote; lenti chiare o che aumentano il contrasto risultano adatte alla luce ridotta tipica dell’inverno.

Vuoi partire per un tour in bici invernale? Preparati e chiedi a noi!

Un viaggio in bici in inverno richiede una pianificazione accurata: scelta del percorso, distribuzione delle tappe, valutazione delle condizioni meteo e selezione delle strutture ricettive adatte a chi pratica cicloturismo.Gaudens Cycling organizza tour in bici invernali costruiti sulle esigenze dei partecipanti, con percorsi calibrati su preparazione e obiettivi, assistenza tecnica lungo le tappe e supporto nella scelta degli alloggi più adeguati al viaggio. In questo modo la preparazione dell’abbigliamento e dell’attrezzatura trova un supporto concreto in un servizio che segue il ciclista dall’idea iniziale fino all’ultima giornata di pedalata.