Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2019. Un territorio di circa 50 chilometri tra la Marca Trevigiana e le Prealpi venete, dove i vigneti si alternano a borghi storici, chiese campestri e stradine secondarie che sembrano pensate per chi viaggia in bicicletta. La Strada del Prosecco, primo itinerario enologico d’Italia inaugurato nel 1966, collega i due comuni capofila del territorio (Conegliano e Valdobbiadene, appunto) e resta il percorso di riferimento per chi vuole attraversare queste colline su due ruote.
Scopriamo insieme le caratteristiche di questi luoghi e alcune delle tappe più interessanti da visitare in bici.
Perché scoprire le Colline del Prosecco in bicicletta
Pedalare sulle Colline del Prosecco permette di attraversare un paesaggio costruito nel corso di diversi secoli di viticoltura: filari perfettamente geometrici sui versanti più ripidi, detti “rive”, piccoli borghi e cantine che si susseguono a distanza ravvicinata. L’auto, qui, è quasi un ostacolo: le strade secondarie che collegano i comuni sono strette, tortuose e offrono continuamente vedute sui vigneti che richiederebbero di fermarsi ad ogni curva.
Il profilo altimetrico del percorso è collinare, con salite raramente lunghe ma abbastanza frequenti. Per chi preferisce godersi il paesaggio senza preoccuparsi dello sforzo fisico, l’e-bike è la soluzione più pratica: consente di affrontare anche le erte più impegnative e di allungare le tappe senza rinunciare alle soste in cantina.
Il territorio si presta a percorsi di diversa lunghezza e difficoltà, dai circuiti di 35-40 chilometri adatti anche ai ciclisti meno allenati fino ai doppi anelli gravel da 65 chilometri con oltre 1.200 metri di dislivello.
Il cicloturismo sulle colline del Prosecco ha anche un lato enogastronomico difficile da ignorare, dato che lungo il percorso si incontrano cantine, frasche, osterie tipiche e punti panoramici dove fermarsi a degustare il Prosecco Superiore DOCG, prodotto esclusivamente nei 15 comuni collinari della denominazione.
Le mete da non perdere tra Conegliano e Valdobbiadene
Viste le caratteristiche principali del territorio non ci resta che scoprire alcune delle mete della Strada del Prosecco da visitare nel corso del proprio itinerario in bici.
Conegliano: il punto di partenza
Il percorso classico della Strada del Prosecco parte da Conegliano, comune di circa 35 mila abitanti il cui centro storico è dominato dal castello medievale sul Colle di Giano. Dalla stazione ferroviaria si risale verso il castello, si imbocca via Costa Alta e da lì si pedala già tra i vigneti verso San Pietro di Feletto, con una vista ampia sulle colline circostanti. Prima di lasciare la città vale la sosta alla cantina storica Carpenè Malvolti, la più antica casa spumantistica italiana a conduzione familiare, attiva dal 1868 e prima a utilizzare l‘etichetta con il termine Prosecco nel 1924.
Susegana e il Castello di San Salvatore
Procedendo verso ovest, ci si avvicina al comune di Susegana, dove si trova il grandioso complesso del Castello di San Salvatore a Collalto. Il castello domina la vallata ed è sede di Borgoluce, società agricola che si estende su oltre 1000 ettari coltivati a vite, olivi, noci e nocciole. La prima salita significativa del percorso arriva poco dopo la partenza e porta ad avvistare questo maniero prima di una discesa ripida verso la pianura sottostante.
Pieve di Soligo e la Valle del Soligo
Dopo la zona di Susegana, il percorso raggiunge Pieve di Soligo, definita “la perla del Piave” per la sua posizione geografica favorevole al crocevia tra la valle del Piave e le colline trevigiane. Da qui si apre un tratto più pianeggiante di una decina di chilometri che accompagna verso le colline di Refrontolo, prima del tratto gravel in salita verso i vigneti di Collagù.
Refrontolo e il Molinetto della Croda
Refrontolo è una tappa che merita una sosta dedicata. Poco prima del paese si trova il Molinetto della Croda, un mulino ad acqua del XVII secolo costruito direttamente nella roccia (croda, in dialetto locale) e azionato dal fiume Lierza. È uno dei pochi mulini ad acqua ancora funzionanti in Italia, e durante le visite guidate è possibile assistere alla macinatura della farina di mais secondo il metodo originale in uso fin dal 1630.
Valdobbiadene: arrivo e degustazione
Il percorso si conclude a Valdobbiadene, la città del vino per definizione in questo territorio. Prima di raggiungere il centro, il tratto finale attraversa Santo Stefano di Valdobbiadene, cuore della zona di produzione, e tocca il colle Cartizze. A poca distanza dall’abitato si trova la celebre Osteria Senz’Oste: un locale dove ogni scelta (cibo, vino, pagamento) avviene in completa autonomia, con tavolate panoramiche affacciate sui vigneti di Santo Stefano. La gestione è affidata a Cesare de Stefani e sua moglie, che garantiscono che dispense e bicchieri siano sempre riforniti. Un posto senza fronzoli, autentico come il Prosecco Superiore DOCG che vi si serve.
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