Pedalare in Puglia è un’esperienza che permette di sentire i profumi degli ulivi, di entrare nei borghi senza cercare parcheggio, di correre lungo canali d’acquedotto centenari senza incontrare traffico; e ciascun tratto, con il suo grado di difficoltà, offre esperienze adatte a ogni tipo di cicloturista.
In questo articolo abbiamo raccolto cinque itinerari ideali per chi vuole fare cicloturismo in Puglia: percorsi di lunghezza e difficoltà diverse, adatti a cicloturisti con livelli di preparazione diversi, ciascuno con una sua identità precisa.
Perché visitare la Puglia in bicicletta
La Puglia ha tutto quello che serve per una vacanza in bici: territorio prevalentemente pianeggiante nel Salento e nell’entroterra, qualche salita vera nel Gargano, strade bianche tra gli ulivi, piste ciclabili attrezzate, e borghi a distanza pedalabile l’uno dall’altro.
Il cicloturismo in Puglia è cresciuto molto negli ultimi anni, e con lui l’offerta di strutture bike-friendly, noleggi, guide e tracce GPS scaricabili. La rete dei percorsi si è estesa: la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è in fase di completamento lungo quasi 200 km entro il 2026, e il tratto pugliese della Via Francigena del Sud è sempre più frequentato da ciclisti che arrivano da tutta Europa.
Il periodo migliore per pedalare in Puglia va da aprile a giugno e da settembre a ottobre: le temperature sono più miti, le giornate sono lunghe, e la costa non è ancora affollata; girare in bici in estate è sicuramente possibile, certo, ma richiede partenze all’alba e pause prolungate nelle calde ore pomeridiane.
Gli itinerari ciclabili da non perdersi
1. La Valle d’Itria, tra trulli e borghi bianchi
La Valle d’Itria è il percorso più iconico per chi vuole visitare la Puglia in bicicletta senza una preparazione atletica specifica. Il territorio è, per così dire, tranquillo: colline basse, strade secondarie con poco traffico, e un paesaggio che cambia continuamente tra vigneti, oliveti, boschi di querce e i trulli bianchi che compaiono all’improvviso tra i campi.
L’anello classico parte da Alberobello (patrimonio UNESCO) e collega Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ostuni. Le distanze tra un borgo e l’altro sono brevi, il che rende questo itinerario perfetto anche per chi vuole pedalare qualche ora e poi fermarsi a mangiare, visitare, riposare. Le strade bianche che tagliano le campagne offrono un’alternativa alle provinciali, più silenziosa e con viste migliori.
Chi ha qualche giorno in più può allungare verso Fasano o Ceglie Messapica, oppure collegare questo itinerario alla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, che parte proprio da questi territori.
2. La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un percorso cicloturistico di circa 500 km che segue il tracciato di due condotte storiche: il Canale Principale, da Caposele in provincia di Avellino fino a Villa Castelli, e il Grande Sifone Leccese, che prosegue fino a Santa Maria di Leuca. Per metà del suo tracciato la ciclovia diventa una vera via verde, preclusa al traffico motorizzato: si pedala sulle strade di servizio dell’acquedotto, senza automobili e senza asfalto caldo.
Il tratto oggi percorribile si estende per circa 22 chilometri da Cisternino a Ceglie Messapica, attraversando le campagne di Martina Franca. Entro il 2026 è previsto il completamento di un ampliamento a 192 chilometri, che porterà la ciclovia fino al confine con la Basilicata.
Il dislivello totale è di circa 100 metri e le pendenze sono dolci; il fondo in pietrisco pressato rende il percorso adatto a cicloturisti di ogni età, senza richiedere preparazione atletica particolare. Lungo il tracciato si alternano macchia mediterranea, uliveti e vigneti, masserie e muretti a secco. L’acquedotto scorre sotto, invisibile, costruito tra il 1906 e il 1915 per portare l’acqua dall’Irpinia fino al Salento.
La Ciclovia fa parte dell’Itinerario Ciclabile Nazionale n. 11 della rete Bicitalia e si collega alla Ciclovia Adriatica, creando un’infrastruttura continua con le principali rotte ciclabili europee.
3. Da Lecce a Otranto: il fascino del Salento orientale
Il tratto da Lecce a Otranto è uno degli itinerari di cicloturismo pugliese più frequentati, ed è facile capire perché. Il percorso è pianeggiante, molto ricco dal punto di vista naturalistico e culturale: dopo aver visitato la città fortificata e il castello di Acaya, del XVI secolo, si attraversa l’Oasi protetta del WWF Le Cesine, punto di passaggio di numerose specie di uccelli migratori.
Da Lecce la distanza fino a Otranto è di 78 km, con 405 metri di dislivello: un percorso facile, adatto a tutti. Si pedala tra ulivi secolari, strade di campagna ben segnalate, e poi lungo la costa adriatica fino ai Laghi Alimini, dove l’acqua dolce dei laghi si incontra con quella del mare. Otranto aspetta con il suo castello, il duomo con il celebre mosaico pavimentale medievale e le mura a picco sull’Adriatico.
Chi vuole prolungare il viaggio può scendere verso sud lungo la costa orientale del Salento, percorrendo altri 60 km da Otranto a Santa Maria di Leuca con qualche piccolo dislivello, ma panorami sul mare Adriatico che in giornate limpide mostrano le coste albanesi all’orizzonte.
4. Il Gargano in bicicletta, tra foreste e mare cristallino
Il Gargano è un mix di meraviglie naturali unico nel suo genere. Il promontorio che si stacca dalla pianura verso l’Adriatico è un parco nazionale di oltre 1.200 km², con una foresta di faggi antichissimi, calette inaccessibili via terra, borghi medievali “aggrappati” alle rocce e strade panoramiche che salgono e scendono senza tregua.
L’itinerario più classico parte da Vieste, la località balneare più conosciuta del Gargano, e percorre 80 km tra la costa e la Foresta Umbra con circa 1400 metri di dislivello: difficoltà medio-alta, adatta a chi ha già gambe allenate.
Il percorso sale verso l’interno addentrandosi nella Foresta Umbra, che ospita oltre 2000 specie vegetali ed è stata riconosciuta sito UNESCO nel 2017 per le sue faggete vetuste, poi scende verso Vico del Gargano e Peschici prima di tornare lungo la litoranea.
Il momento migliore per pedalare sul Gargano è la primavera, quando nelle radure della foresta fioriscono le orchidee selvatiche, oppure settembre-ottobre, quando il mare è ancora caldo e i sentieri non sono affollati.
5. La Via Francigena del Sud
Meno conosciuta rispetto alla celebre Via Francigena del Nord, la Via Francigena del Sud collega Roma a Brindisi seguendo il percorso dei pellegrini che un tempo si dirigevano verso la Terra Santa. Il tratto che attraversa la Puglia è tra i più suggestivi.
Il percorso in Puglia segue antiche vie romane, entra da Faeto e Celle San Vito, arriva a Bari e prosegue fino a Santa Maria di Leuca. Il tratto da Bari a Brindisi è lungo circa 157 km; le tappe sono frazionate con una lunghezza media di circa 50 chilometri, modulabile in base alla preparazione e alle esigenze del cicloturista.
La Via Francigena del Sud è un itinerario che attraversa paesaggi molto diversi tra loro, dall’Alta Murgia alle Murge, fino alla costa. Lungo il percorso si incontrano borghi ricchi di storia come San Giovanni Rotondo, famoso per il legame con Padre Pio, e Vico del Gargano, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.
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