Per chi ama viaggiare in bicicletta la parola “cicloturismo” rappresenta quasi un modo di vivere: esperienza, avventura, scoperta, e molto altro.
Quello che spesso non si conosce, tuttavia, è l’origine stessa del termine, nonché la storia e l’evoluzione di questo tipo di turismo.
Se anche tu sei una persona curiosa e appassionata di cicloturismo, le prossime righe fanno al caso tuo: ti racconteremo della sua storia, delle evoluzioni nel tempo e dei dati più recenti in merito.
Buona lettura!
Le origini e l’evoluzione del cicloturismo
Le origini del termine “cicloturismo” sono direttamente collegate alla nascita della safety bicycle, nome con il quale viene identificata l’antenata più recente della bici moderna.
Nel 1884 John K. Starley realizzò la prima “bicicletta di sicurezza”, caratterizzata da ruote di dimensioni uguali e trasmissione a catena. Successivamente, nel 1888, John Boyd Dunlop contribuì ad aumentarne il comfort grazie all’invenzione del pneumatico; l’anno successivo Paul de Vivie, conosciuto come Vélocio, coniò il termine “cicloturismo”.
Nato a Pernes-les-Fontaines (Provenza) nel 1853, Vélocio si iscrisse al “Club des cyclistes stéphanois” di Saint-Etienne non appena acquistò la sua prima bici; essere iscritti a questo club dava, secondo quanto indicato nello statuto “la possibilità agli aderenti di fare, in compagnia di altri amatori, delle gradevoli escursioni, corse e viaggi”.
Dopo essere diventato il primo importatore di biciclette inglesi in Francia e, successivamente, essersi dedicato alla produzione lanciando il marchio “La Gauloise”, nel 1887 de Vivie creò la rivista “Le Cycliste Forézien” (rinominata l’anno successivo “Le Cycliste“): fu proprio in questa rivista che, nel 1889, in un suo articolo comparve per la prima volta nella storia la parola “cicloturismo”.
A fine dell’800 e nei primi anni del ‘900 l’uso della bicicletta per viaggiare prese piede anche in Italia: il “Touring Club Italiano” (TCI) fu fondato nel 1894 e promosse il cicloturismo attraverso la pubblicazione di guide e l’organizzazione di gite e raduni ciclistici.
Questa nuova passione che accomunava molti ciclisti venne raccontata per la prima volta in modo esaustivo, nel libro “Attraverso l’Europa in bicicletta”, da Marco Bertolini: sacerdote, professore di letteratura e poeta, Bertolini partì in quegli anni da Torino in sella alla sua bicicletta, attraversando la Valle d’Aosta e l’Europa Centrale fino ad arrivare in Inghilterra; l’opera di Bertolini ha influenzato la storia del cicloturismo nel nostro Paese.
Nei decenni che seguirono, il cicloturismo continuò a crescere e ad evolversi; negli anni ’30 e ’40 divenne un’attività ricreativa molto popolare, mentre nel dopoguerra la ricostruzione e lo sviluppo di nuove infrastrutture stradali ne favorirono ulteriormente la diffusione.
Gli anni ’70, grazie anche alla crescente consapevolezza ambientale e alla ricerca di stili di vita più sostenibili e salutari, furono un ulteriore punto di svolta: fu proprio in questo periodo, infatti, che nacquero numerose organizzazioni e iniziative dedicate al cicloturismo.
Il cicloturismo oggi
Oggi, il cicloturismo è una pratica molto diffusa in tutto il mondo, sostenuta da infrastrutture stradali sempre più sviluppate e da una crescente attenzione alla mobilità sostenibile.
Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese è la meta preferita per le vacanze in bicicletta: è questa la prima, importante evidenza emersa dai risultati della ricerca “State of the Cycling Tour Operators Industry 2024”, realizzata dalla European Cyclists’ Federation (ECF) in collaborazione con Adventure Travel Trade Association (ATTA) e CycleSummit. Lo studio, condotto coinvolgendo 245 operatori cicloturistici, aveva l’obiettivo di indagare sullo sviluppo di questa forma di vacanza, sulle diversità nei vari mercati, sui trend del settore positivi e sulle principali sfide attuali e future.
Innanzitutto, come confermano i dati, il cicloturismo è in espansione a livello globale: il 66% dei tour operator ha dichiarato di aver registrato nel 2023 una crescita di fatturato e prevede un’ulteriore crescita positiva per il 2024.
Come anticipato, secondo lo studio l’Italia è la meta prediletta per il turismo in bicicletta (seguono Francia e Germania); un ulteriore focus evidenzia come regioni particolarmente apprezzate la Toscana, alcuni territori della penisola iberica e la valle del Danubio.
A livello globale i cicloturisti provengono principalmente dagli Stati Uniti (29%), seguiti da Germania (16%) e UK (13%); analizzando invece solo il dato dei tour operator europei, la clientela più numerosa è quella tedesca (21%), seguita da cittadini USA (20%) e UK (14%).
Lo studio della ECF ha indagato anche sulle attività collaterali al tour in bicicletta e sulle esperienze preferite dai cicloturisti; queste includono, nello specifico, visite a:
- città (83%);
- siti naturali (68%);
- attrattive storico/culturali come musei, chiese, palazzi e altro (57%);
- legate ad attività enogastronomiche (54%).
Lo studio ha analizzato anche quello che, secondo gli operatori, sarà il futuro del settore cicloturistico.
Tra le principali criticità da superare viene segnalato un aumento dei costi dovuto all’inflazione; sui territori, invece, le preoccupazioni degli operatori riguardano l’offerta di alloggi adeguati alle esigenze dei cicloturisti, nonché una serie di issue legate a sicurezza e infrastrutture a disposizione.
In relazione alle tendenze future, invece, la ricerca conferma una crescente utilizzo delle e-bike; aumentano anche la domanda di itinerari gravel, di tour self-guided e di proposte inedite con itinerari più brevi e accessibili.
Lato mete dei viaggi in bici, l’Europa sarà un’area sempre più privilegiata: ai Paesi già molto apprezzati (Italia in primis) si affiancheranno mete emergenti quali UK, Europa dell’est, Grecia e Turchia, così come i paesi nordici di Norvegia e Finlandia; tra le destinazioni a lungo raggio, invece, i cicloturisti punteranno a Giappone, Nuova Zelanda, Cile e Colombia.
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Come abbiamo visto, il cicloturismo sarà una forma di vacanza capace di attrarre e coinvolgere sempre più persone e di raggiungere nuove destinazioni: in altre parole, un’esperienza per tutti.
In questo, Gaudens Cycling è già pienamente attivo: offriamo itinerari, percorsi per tutti i livelli e servizi dedicati, personalizzando la tua esperienza in base alle tue esigenze.
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